Il TEMPO (parte 2)

Il tempo, come la materia è misurabile. Lo scorrere del tempo fluisce ininterrotto ed esistono unità di misura per rilevare questo movimento: secondi, minuti, ore, giorni, settimane, mesi, anni. Ci sono suddivisioni del tempo anche nell’ambito della giornata: mattino, mezzogiorno,pomeriggio,sera,mezzanotte,l’alba; l’anno invece è diviso in stagioni.

Quand’ero bambina iniziai a immaginare una raffigurazione figurativa di come percepivo io il tempo all’epoca. E così vi erano come due asticelle, due grattacieli formati da mattoncini che erano i mesi, essi erano paralleli e da una parte, a sinistra, avevamo gennaio, febbraio, marzo, aprile e maggio…dall’altra vi erano settembre, ottobre, novembre,dicembre che erano posizionati impilati su un alto grattacielo, a destra. In mezzo a queste due colonne, disposti l’uno a fianco all’altro , e non verticalmente, vi erano i mattoncini dei mesi estivi: giugno, luglio, e agosto. Ed è ancora così che nella mia mente, schematica, i percepisco i mesi e gli anni. Come alte scalate nei mesi in cui si lavora, dei lunghi balzi durante le vacanze estive, ed un tuffo da un grattacielo all’altro per il passaggio da un nuovo anno ,all’altro.

Oggi ho scoperto come il tempo, assuma importanza vitale anche per la scienza indiana dello stare bene : l’ayurveda.  gli umori corporei sono costantemente in moto. C’è una precisa relazione fra i movimenti e il movimento, o scorrere del tempo. L’aumento o la diminuzione di questi tre umori nel corpo sono in relazione ai cicli del tempo.

 

IL TEMPO

Ho una clessidra tatuata sul polso sinistro.

Si tratta di un tatuaggio semplice, fatto in casa da un’amica che stava cominciando, e non avrei voluto diversamente: il tratto è sottilissimo, sembra quasi mano libera,è inclinata leggermente da sinistra a destra e la sabbia dentro al vetro è realizzata con il puntinato, le ombre scure sono ammassi di puntini di inchiostro sovrapposti e la luce che riflette a destra sul vetro è una sfumatura di inchiostro bianco striato. E’ una fortuna che la mia pelle sia chiara, MV ha detto che il pigmento bianco difficilmente resta nei tatuaggi, ma che con una pelle chiara e sottile come la mia valeva la pena provare, perché c’era il caso che potesse durare. E in effetti così è,a più di un anno di distanza.  Sull’altro polso ho un’altro tatuaggio: una PICCHE, piccola e scura, anche questa puntinata. Ricorda un pò è tatuaggio uno di quei tatuaggi che si fanno i tatuaggi, come la lacrima per chi ha commesso un omicidio, o i simboli delle mafie russe…posso capire che non faccia pensare troppo bene che una ragazza giovane abbia una picche tatuata sul polso, ma in effetti anche questa è esattamente come e dove l’avrei voluta. Sta a ricordare quelle buche che ogni tanto la vita ti da, o che involontariamente  tu dai alla vita; in ogni caso, simboleggia quelle batoste che devi ricordarti di non prendere più.

Ecco io in quel periodo devo aver voluto talmente tanto aver trovato un insegnamento e un senso al dolore da volermelo tatuare su un polso ed  esorcizzarlo.

Per farvi a capire quanto è sensibile la mia pelle, è stata davvero dura riempire l’immagine con i puntini. Ogni foro dell’ago di MV era palloncino gonfio di sangue che mi usciva dalla pelle. Ma io ero felice, ero convinta che stessi estirpando il veleno dalle mie ferite e che mai più avrei commesso dei così clamorosi sgambetti alla mia esistenza…C’è da dire che  in quel periodo ero raggiante, avevo una storia stabile con GB, un ragazzo che mi era sempre piaciuto da morire, pur nella sua goffaggine e aria da simpaticone. Sapevo che sarebbe stata dura, lui usciva da una storia lunga, io avevo i miei trascorsi, ma ci credevo, ed ero innamorata., talmente tanto da farmi tatuare per lui. Questo perchè in effetti i due tatuaggi erano stati un suo regalo; io non sapevo come prendere la cosa, ricordo che una parte di me fosse abbastanza contraria,mentre  l’altra viveva l’avventura: dai prova, lasciati andare,diceva. Ho lasciato che mi segnasse, per sempre, lui che poi si è rivelato così insignificante (come d’altronde il suo regalo)  ma l’ho fatto consapevole e ad oggi non me ne pento. Anzi so che farò altri e farò in modo che tutti rappresentino qualcosa per me.

Ma torniamo al tempo, il tema della clessidra, il primo tatuaggio. Esso scorre, silenzioso, attimo per attimo, come il granello della sabbia di una clessidra. L’insieme di momenti futuri scivola in quello di quelli passati, come granelli fini ed identici ,mai uguali.  Una volta esaurita la sabbia in un lato e pieno l’altro, la clessidra si gira.

E anche quando una cosa sembra finire è come una clessidra, il vetro si gira e un nuovo tempo comincia…